In questo sito possono essere usati cookie per garantire una ottimale fruizione dei suoi servizi.

Foto  

   

Login Riservato  

   

Chirurgia oncologica del colon e del retto, all’Università della Tuscia il convegno regionale Acoi

convegno colonDomani, giovedì 4 aprile 2014, presso l’aula magna dell’Università della Tuscia a Viterbo, si terrà il convegno regionale dell’Acoi, l’Associazione chirurghi ospedalieri italiani. il tema congressuale scelto è “L’update sulla chirurgia oncologica del colon e del retto”. Nel corso della giornata di svolgimento dei lavori, alcuni dei professionisti più importanti, che operano nel Lazio in questo specifico settore, metteranno a confronto le tecniche acquisite sulla chirurgia del colon e del retto con l’analisi dei dati derivante dallo studio sul campo dei risultati.

“Partiremo dai numeri – spiega Raffaele Macarone Palmieri, organizzatore del convegno, Coordinatore regionale Acoi e direttore dell’unità operativa di Chirurgia generale di Belcolle – e dai risultati del programma Esiti per analizzare, attraverso i dati, tutte le problematicità che si sono manifestate sul territorio”.

Esiti è il programma del ministero della Salute, operativo dal 2010, realizzato con l’obiettivo di valutare le attività delle strutture sanitarie presenti a livello nazionale, al fine migliorarne l'efficacia e i risultati.


LeilaCorsi di informazione organizzati dall'associazione Aman per le donne migranti della provincia. Prevista per le partecipanti la possibilità di prenotare pap-test presso strutture specialistiche.

Fare della prevenzione la principale arma della lotta ai tumori femminili attraverso incontri per donne immigrate, extracomunitarie e non, che risiedono nel territorio della provincia viterbese. È questo l’obiettivo del progetto “Leila”, ideato e gestito dall’associazione Aman, che ha tenuto i primi due appuntamenti lo scorso 28 novembre e 5 dicembre nella sua sede di via Francesco Cristofori a Viterbo.  

Per ogni informazione sui prossimi appuntamenti ci si può rivolgere alla sede dell’Aman in via Francesco Cristofori 5/B a Viterbo o telefonare al numero 0761/308066. o al numero verde 800 630110

Attiva da vent'anni, contribuisce con donazioni e assistenza in tutto il viterbese.

 

Aman nasce nel 1992, in un momento in cui si faceva fatica a far funzionare l’unità oncologica dassociazione che aiutai Viterbo. Non c’erano attrezzature sufficienti per la lotta al cancro e l’allora direttore del reparto, il dottor Gualtiero Fioretti ebbe l’idea di formare un’associazione con alcuni dei pazienti e i loro famigliari per dotare l’ospedale dei macchinari necessari.

 

Grazie alla volontà e alla caparbietà di un gruppo ristretto di persone, è nata un’associazione che da più di 20 anni agisce sul territorio allo scopo di migliorare l’assistenza e la cura dei pazienti malati di tumore.

 

Vogliamo che i pazienti del Viterbese possano essere curati degnamente nella loro città, evitando i cosiddetti “viaggi della speranza” per tenere fede al nostro statuto. A volte capita addirittura che si rivolgano a noi persone che non hanno nessuno per accompagnarle a fare le radioterapie. E noi in questi casi ci mettiamo a disposizione gratuitamente con le nostre forze.

Al via nella Tuscia il Programma di prevenzione dei tumori del colon retto

 

L’esame è gratuito, per nulla invasivo e semplice da effettuare. Ogni mese 5mila inviti saranno spediti nelle case dei cittadini.In due anni in tutto il territorio provinciale saranno contattate 99mila persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni.

 

Senza titoloDa lunedì 31 marzo parte ufficialmente anche nella Tuscia il Programma di prevenzione dei tumori del colon retto che si va ad affiancare a quelli del tumore del collo dell'utero e del tumore della mammella, già da molti anni attivi e consolidati nella Ausl di Viterbo.  

 

Ma cosa viene richiesto agli uomini e alle donne tra i 50 e i 74 anni residenti in provincia? Semplicemente la raccolta di un campione delle feci da far analizzare.

 

Le informazioni per aderire al programma saranno contenute nella lettera d’invito. Al suo interno, oltre a una nota che spiega i vantaggi di aderire allo screening, gli utenti troveranno tutte le modalità organizzative e l'elenco degli 80 centri di distribuzione delle provette da riconsegnare dopo aver raccolto il campione a casa.

 

Le provette saranno poi ritirate dal servizio trasporti aziendali e consegnate al centro di lettura dove verrà eseguita la ricerca del sangue occulto, esame che consente di identificare i soggetti a rischio di tumore.

 

Se l’esito è negativo verrà spedita a casa la risposta. Nei casi di positività (circa il 6%) gli utenti verranno contattati telefonicamente e invitati a eseguire la colonscopia in uno dei tre centri del programma. Belcolle, Civita Castellana o Tarquinia.